Rawa presentato dalla 4°As

 anno scolastico2007-08

Un giorno, studenti come noi leggeranno nei loro libri di  STORIA quello che sta  accadendo in Afghanistan,  un paese lontano, scenario di conflitti dove la popolazione vive situazioni di vita inimmaginabili . Noi  non vorremmo che si parlasse solo della lotta al terrorismo da parte degli USA e degli stati occidentali,  di Osama Bin Laden e di Bush. Noi vorremmo che si raccontasse anche  la storia fatta dalle donne che in questo paese sono chiamate “teste nere” per via del Burqa, sono  considerate proprietà privata del padre e del marito, sono  esseri senza dignità e diritti.

Nonostante la distanza che ci separa, il nostro interesse per quel mondo e per la condizione in cui vivono donne come noi cresce sempre di più a differenza di altre persone che non ne conoscono nemmeno l’esistenza.

Mediante questo progetto, “Mai più sconosciute : donne e storia” noi studentesse della classe IV A del Liceo delle Scienze Sociali della scuola “Matilde Serao” di Pomigliano D’ Arco intendiamo fissare lo sguardo non  solo sui  “grandi” uomini, ma anche sulle donne. La  Storia, infatti, è  fatta anche di persone come MEENA” che ancora oggi, a più di venti anni dalla sua morte, ci spinge ad agire in nome della pace, della giustizia, della democrazia, e soprattutto, per la liberazione delle donne”.

Nata a Kabul nel 1957, Meena, il cui nome vuol dire “luce”, contrasse il tifo a 12 anni e rischiò di morire; per il resto della vita fu soggetta a crisi epilettiche e debolezza. La malattia rese ancora più forte la sua sensibilità, in particolar modo verso la situazione delle donne. Sebbene la madre di Meena fosse analfabeta, lei e suo marito, un prestigioso  architetto che lavorava presso il Governo afghano, insistettero affinché  la loro figlia ricevesse un’istruzione. Meena proveniva da una famiglia di etnia pashtun, il gruppo maggioritario in Afghanistan. Meena frequentò la scuola “Malalai”, dove fu una buona studentessa, amava la scuola e la lettura, attraverso  la quale riusciva a sognare e ad uscire dalla realtà in cui si trovava.  La sua vita e le sue  scelte furono influenzate dalla situazione politica del suo paese, dal colpo di Stato che pose fine alla monarchia, dalla repubblica assolutista, dalla brutale occupazione sovietica e dall’avvento dei  talebani, loro successori. Nel 1977, quando ancora  frequentava l’Università, desiderosa di  diventare avvocato e di  fare grandi cose per le donne del suo paese, Meena decise di fondare RAWA, l’Associazione Rivoluzionaria delle donne afghane. In seguito, lasciò l’Università e scelse di  aiutare le donne afgane, molte delle quali erano analfabete e prive di ogni diritto legale. Meena e i suoi sostenitori vollero che RAWA lavorasse per la democrazia e la giustizia sociale, obiettivi che divennero sempre più difficili e pericolosi da ottenere, quando la situazione politica peggiorò. All’età di 19 anni, seguendo la tradizione,  sposò  un medico, molto più grande di lei, politicamente attivo, che le assicurò che avrebbe potuto continuare i suoi studi e che avrebbe rifiutato la poligamia. Meena ebbe tre figli, ma fu costretta a vivere lontana da loro  a causa della situazione politica, incontrandoli solo quando riusciva a liberarsi dagli impegni di RAWA. In quegli anni, Meena si era rifugiata  in Pakistan, dove continuò il lavoro di RAWA nei campi profughi, rendendo l’organizzazione famosa a livello internazionale. Minacciata dalla sua popolarità, fu catturata ed uccisa dai suoi oppositori nel 1987.